Lesione legamento peroneo astragalico anteriore (paa)

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Il trauma distorsivo di caviglia è un fenomeno sub-lussativo dell’articolazione tibio-tarsica durante il quale il compartimento capsulo-legamentoso della caviglia viene fortemente stressato.

Il principale legamento che si occupa della stabilità laterale della caviglia è il legamento peroneo astragalico anteriore; i traumi più frequenti sono in inversione di caviglia, quindi è il legamento più soggetto a lesione.

Come tutte le patologie muscolo-scheletriche vengono classificate in base all’entità del danno. Per evidenziare il grado di lesione del P.A.A è opportuno fare un esame obbiettivo ed indagini strumentali quali ecografia o risonanza magnetica della regione in questione.

Possiamo evidenziare 3 gradi di lesione:

Grado 1: grado lieve. Stiramento capsulare di entità lieve. Dal punto di vista clinico il cassetto e il tilting astragalico sono assenti.

Grado 2: grado moderato. Le strutture articolari hanno subìto sollecitazioni importanti, sono presenti cassetto e tilting astragalico di entità moderata.

Grado 3: grave. Rottura capsulare e/o dei legamenti periarticolari, con cassetto e tilting astragalico marcato.  A volte necessitano di intervento chirurgico riparativo.

Si manifesta in acuto con dolore vivo, localizzato a livello della zona anteriore del malleolo peroneale, che insorge durante la palpazione, tumefazione modesta o cospicua a livello periarticolare ed articolare, segno della rottura della piccola arteriola passante al di sopra del legamento peroneo-astragalico anteriore (segno di Robert-Jaspert), limitazione funzionale causata dal dolore che il paziente avverte durante i movimenti dell’articolazione, instabilità dell’ articolazione tibio-tarsica.

La maggior parte dei traumi distorsivi meritano un iter riabilitativo conservativo.

Dall’applicare un trattamento conservativo si escludono quei traumi che hanno generato una lesione della struttura scheletrica (fratture scomposte e/o articolari) e se esista un quadro di instabilità grave della caviglia.

Trattamento conservativo delle lesioni di P.A.A

Nella fase acuta si immobilizza l’articolazione con un tutore o bendaggio, ghiaccio e scarico dell’arto. Passate 2/3 settimane si può iniziare a mobilizzare e drenare la caviglia. In questa fase l’obbiettivo principale è la riduzione del dolore e il recupero della funzionalità della caviglia. Ci avvaliamo a tale scopo di terapie strumentali quali tecar terapia e laser x o Power laser che ci consentono di accelerare i tempi di riassorbimento dell’edema e riparazione dei tessuti, agendo di conseguenza sulla riduzione del dolore.
Drenaggio e kinesi attiva e passiva per il recupero dell’articolarità completa e della funzionalità.

Nella seconda fase l’obiettivo è recuperare la forza muscolare e la stabilità della caviglia. Esercizi di rinforzo muscolare e di propriocettività ci permettono di rieducare la caviglia ad adattarsi in modo graduale alle sollecitazioni quotidiane fino a sostenere stress maggiori come la corsa, salti e terreni accidentati senza ricadere in eventuali recidive.

Terza ed ultima fase l’obiettivo è la stabilizzazione dei risultati. Iniziamo un allenamento in palestra con la supervisione dei nostri personal trainer per un ritorno all’attività sportiva in totale sicurezza.
Si propone pertanto un allenamento soggettivo e mirato per gli sportivi e non, inserendo il lavoro della caviglia in un lavoro globale mirato a correggere errori o compensi che potrebbero verificarsi durante l’esecuzione del gesto atletico ed educare ad una corretta distribuzione dei carichi sulle articolazioni.

 

 

 Michela Freddi

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