Il drenaggio linfatico ed i suoi benefici.

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Il drenaggio linfatico (o linfodrenaggio) è un massaggio manuale utilizzato fin dall’antichitá per risolvere i problemi dovuti ad edemi da stasi.

La sua azione drenante, o antiedematosa, favorisce la circolazione linfatica accelerando i processi di filtraggio e riassorbimento dei liquidi che ristagnano nell’interstizio.
La rimozione della linfa permette di portare via non solo acqua ma le proteine plasmatiche e le scorie (virus e batteri) in essa contenuti, convogliandola verso i linfonodi dove viene depurata. Tale processo favorisce l’arrivo di nuova linfa, carica di ossigeno e sostanze nutritive, ai tessuti.
Sostanze indispensabili per la rigenerazione cellulare, il potenziamento delle difese immunitarie e il miglioramento delle condizioni estetiche. Il linfodrenaggio favorisce tutte queste condizioni.

Per i suoi molteplici effetti, il linfodrenaggio manuale, trova applicazione sia nel campo della medicina estetica (trattamento della cellulite), sia nel trattamento di svariate patologie edemigene dovute al decorso post operatorio, post traumatici, post flogistici ( batteri,virus) da disuso (anziani, allettamento, osteoartropatici), gravidanza, radioterapia, etc. È opera del personale medico qualificato occuparsi di queste problematiche e la conoscenza della sua anatomia è un elemento fondamentale per garantire un esito favorevole al trattamento manuale.

Partiamo quindi dall’inizio. Com’é composto un vaso linfatico e come si comporta.
La rete linfatica é un circuito lungo ed articolato che viaggia lungo tutto il nostro corpo, è composto da un sistema periferico superficiale che per differenza di gradiente pressorio assorbe la linfa dall’interstizio, un secondo settore costituito da “precollettori” e “collettori” che svolgono il ruolo di conduzione veicolando la linfa verso le ghiandole linfonodali dove viene depurata e da qui nei tronchi principali.

L’unità funzionale del sistema linfatico è munito di valvole ripartite ad intervalli regolari, lungo il suo decorso, che permettono il deflusso della linfa in un’unica direzione centripeta, e di una parete muscolare liscia con proprietá contrattile autonoma che insieme al sistema muscoloscheletrico, i movimenti respiratori e i movimenti peristaltici intestinali spingono la linfa verso il torrente circolatorio venoso.

Per queste caratteristiche anatomiche il massaggio linfodrenante si differenzia da tutti gli altri massaggi tradizionali per le sue manovre leggere, lente, ritmiche. Il metodo ancora oggi più conosciuto è quello studiato dai coniugi Vodder negli anni 30.

Dagli anni 60 in poi, gli studi di Albert Leduc hanno portato ad un’evoluzione della tecnica di linfodrenaggio manuale, supportata da criteri di scientificitá, grazie anche allo sviluppo di moderne tecniche di indagine strumentale. Esse hanno consentito di evidenziare nuovi aspetti morfologici e funzionali fino ad allora sconosciuti.

Le manovre fondamentali sono tre, la manovra di preparazione delle stazioni linfonodali, manovra di svuotamento e manovra di reimmisione. Queste devono sempre rispettare regole fondamentali, la pressione leggera, la durata media di 3/4 secondi a manovra, la direzione craniocaudale e caudocraniale e infine non deve essere usato nessun unguento o crema x far scorrere le mani ma devono fare attrito con la cute del paziente.

L’effetto immediato che percepisce il paziente, se il massaggio è ben eseguito, è una sensazione di rilassamento e di leggerezza degli arti ed il bisogno di “fare pipì”.

Il drenaggio manuale ha come effetto principale l’attivazione delle stazioni linfonodali e il riassorbimento nel circolo linfatico soprattutto delle proteine presenti nell’interstizio, se a questo trattamento associamo un drenaggio meccanico effettuato dalla pressoterapia, aumentiamo l’effetto di deflusso della componente idrica grazie alla forte azione pressoria che esercita la macchina a livello dell’interstizio.

Aspetto importante: va sempre curata la preparazione manuale dei linfonodi prima di applicare la macchina.

Se a tutto ciò abbiniamo una buona ginnastica isotonica e una buona ginnastica respiratoria, aumentiamo la spinta muscolare della linfa verso i dotti principali. Non abbiamo trascurato nessun aspetto, ma possiamo anche limitarci al farci coccolare da questo dolce massaggio.

Provare per credere.

 

Michela Freddi

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